7000 km in Europa via terra e via mare

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Che cosa posso dire di uno dei viaggi più belli che abbia fatto? Come sempre, che il valore aggiunto sono stati loro: i miei bambini. Già l’anno scorso gli avevamo messo addosso uno zainetto ed eravamo partiti, lasciando finalmente a casa la tanto odiata auto. Siamo arrivati fino a Tallinn in treno e in autobus, e abbiamo potuto apprezzare i mitici Flixbus, economici e puntuali.

Quest’anno, visto che erano grandi (6 anni e 8 anni), abbiamo realizzato un piccolo sogno, ossia quello di fare un interrail in famiglia. In passato questa modalità di viaggio, che mi ha permesso di esplorare tutta l’Europa – ne ho fatti cinque – era rivolta più che altro ai giovani, mentre adesso mi sento di consigliarla a tutti, in primo luogo da un punto di vista economico. Io e mia moglie abbiamo optato per la modalità “15 giorni di viaggio in due mesi”, che significa viaggiare appunto per 15 giorni a tua scelta in un periodo di due mesi, in tutta Europa, Turchia inclusa. Trovate qui tutte le info. Il bello è che i bambini sotto i 12 anni viaggiano sempre gratis. Ogni adulto pagante può portarsi due pargoli al seguito, quindi se siete una famiglia numerosa – tipo mamma, papà e quattro figli – pagano solo i genitori per sei posti su treni, autobus e compagnie di navigazione convenzionate. Noi abbiamo speso 980 Euro in quattro per il ticket.

Ci sono varie modalità di biglietto per venire incontro a tutte le esigenze: ticket validi solo dieci giorni, altri solo all’interno di una nazione, etc. Non è quindi obbligatorio avere a disposizione dei mesi per viaggiare. Molto dipende dalle destinazioni che scegliete: chi ha meno tempo opterà per paesi vicini all’Italia e ben serviti dalla rete ferroviaria, come la Francia, la Germania o la Polonia; paradossalmente, la Spagna non è l’opzione migliore, dato che nella penisola iberica i binari hanno uno scartamento diverso rispetto al resto d’Europa, quindi non ci sono praticamente treni diretti, soprattutto dall’Italia. Arrivare anche solo a Barcellona rischia di farvi perdere 24 ore! In più, il sistema ferroviario spagnolo è fatto a raggiera, come la ruota di una bici con al centro Madrid, pertanto per raggiungere in treno due città vicine vi occorrerà passare per la capitale spagnola.

Il biglietto interrail non comprende i treni veloci, che richiedono un supplemento a parte (ad esempio i TGV, mentre sulle nostre Frecce c’è un supplemento fisso di 10 Euro a persona), e le cuccette per i notturni.

Noi, visto che avevamo tempo, abbiamo scelto di ripercorrere parte della tratta del mitico Orient Express, che collegava Parigi a Istanbul, passando per Francia, Germania, Austria, Ungheria, Romania e Bulgaria. Purtroppo non è stato possibile seguire il percorso “originale”, poiché tutta la linea serba che collega Budapest a Belgrado e Belgrado a Sofia era chiusa a causa di lavori. Infine, il treno oggi non raggiunge più Istanbul, sempre per questioni di lavori sui binari, ma si ferma prima, in una remota cittadina turca, e da qui bisogna procedere in autobus. A questo viaggio già di per sé straordinario, abbiamo aggiunto l’attraversata della Grecia e una settimana alle isole cicladi. Contate che con l’interrail avete uno sconto minimo del 60% per tornare in Italia via nave dalla Grecia, nonché altri sconticini per visitare le isole stesse.

Finito il viaggio, mi sento di sconsigliare paesi come la Romania o la Bulgaria a chi non abbia davvero tanto tempo. Qui i treni sono lenti al di là di ogni immaginazione, oltre che rari e con orari scomodissimi. Abbiamo impiegato anche 12 ore per fare 200 km: mille fermate, ritardi, rotture… Certo, c’è modo di perdersi nel paesaggio remoto, leggere, conoscere persone, fare davvero un passo indietro nel tempo. I miei bambini sono praticamente nati in viaggio e non si lamentano mai (e anche se lo fanno, già sanno che papà non può fare andare più veloce il treno). Hanno inventato giochi, mangiato, dormito, riso, conosciuto altri piccoli viaggiatori, etc. Contate che è rigorosamente vietato, nei nostri viaggi così come nelle nostre uscite, avere lettori DVD o apparati elettronici. Credo molto che tutti noi, bambini inclusi, dobbiamo imparare a gestire la noia senza scappare nel mondo virtuale, ma questa è solo la mia opinione.

Premesso ciò, i paesi dell’est hanno un grande fascino, nonostante non ci siano i classici luoghi “mozzafiato”, spettacolari, supermegagalattici (almeno per i miei gusti), e vale anche per le città. Con due eccezioni: Cracovia e Tallinn, che ritengo invece straordinarie. Solo che spesso è proprio quello che chiamiamo fascino a fare la differenza. Bulgaria e Romania vogliono dire chiese ricolme d’oro, monasteri abbarbicati fra le montagne, il nulla in ogni direzione coperto di fiori di girasole, cicogne che si alzano in volo e tante, tante fattorie di legno con muli e cavalli. Certo, sarebbe comoda un’auto, non lo nego.

Ora che sono qui, e fuori dalla finestra si prepara l’autunno, mi accorgo con un po’ di meraviglia che le mie nostalgie da rientro volano proprio là, dove non ti aspetti. Non ai colori abbacinanti di Santorini, all’acropoli di Atene o alle atmosfere parigine, bensì ai profumi acri che aleggiano per le vie di Budapest, ai vicoli pittoreschi della rumena Brasov, dove aleggia la leggenda di Dracula, o a quella libreria di Bucarest, una fra le più belle che abbia mai visto, che pare una chiesa dedicata al sapere, bianca, piena di bambini. E ripenso alle loro mamme, dai visi lontani e tristi.

 

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