Italia coast to coast

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È un annetto che ho riscoperto la bellezza di camminare. Da bambini questa è una delle grandi conquiste insieme al linguaggio, poi accadono un sacco di distrazioni che ti portano a dimenticare l’arte di stare in piedi, nella sua versione più dinamica.

Oggi faccio decine di chilometri alla settimana, semplicemente evitando di usare l’auto. Mentre cammino – per andare in centro, in biblioteca, a fare piccole spese, etc – osservo, leggo, penso, prego, dormo, mangio. Si può essere tranquillamente multitasking, senza il rischio di ammazzare qualcuno. Non esiste stress, anche se il sole ti picchia sulla fronte o le moto sfrecciano sulla strada, lacerando il silenzio.

Sto ritrovando, proprio come i bambini, la gioia di rivedere un certo papavero sulla scarpata ferroviaria, quella di salutare il cane che non ti vuole tra i piedi, lo stupore nel riconoscere una cicala sull’albero, panciuta e mostruosa. Siccome chi cammina viaggia con tutto il corpo, non è necessario andare lontano: la dimensione è assai più profonda e dilata di suo le distanze.

Ho comprato da subito molti libri su cammini, spulciando in giro e chiedendomi quale fosse il più bello in Italia. Va detto che il nostro paese non è a misura di camminatore, nonostante sia stato fin dall’antichità terra di pellegrinaggi. Il fatto è che camminare in Italia diventa presto costoso: il problema fondamentale è l’alloggio, visto che non esistono ostelli diffusi e a prezzi popolari, a differenza che in Spagna o in Francia. È un peccato, date le potenzialità del territorio. Pensiamo alla via Francigena, alla via degli Abati, al Cammino di Assisi o alla più recente via degli Dei, tra Bologna e Firenze. In tutti questi casi dormire a prezzi accettabili (non 40 Euro a testa!), soprattutto in estate, è un’utopia. Teniamo conto che sul Cammino di Santiago con 30-40 Euro al giorno fai tutto (anche mangiare). Inoltre, non puoi chiedere al pellegrino di prenotare in anticipo: il bello è proprio potersi fermare quando le gambe non ne hanno più. Rimane la tenda, ma non tutti se la sentono.

Premesso questo, ritengo che uno dei cammini più straordinari che si possano fare in Italia sia il Coast to Coast tracciato da Simone Frignani, grande scopritore e disegnatore di percorsi alla scoperta del bello e del buono. Tra l’altro Simone è un mio conterraneo, anche se non ho il piacere di conoscerlo.

Il Coast to Coast che ci propone è ben descritto nell’omonima Guida di cui è autore, edita da Terre di Mezzo, e a cui è associato un sito internet da cui si possono scaricare le tracce GPS (gratis). In breve tempo, grazie al passaparola e alla cura con cui Frignani ha delineato il percorso, si è creata una bella community di viandanti pronti ad attraversare l’Italia, chi a piedi e chi in bici, e a condividere l’esperienza sui social.

Riporto giusto alcune note sull’itinerario, invitando chi volesse saperne di più a consultare il sito web, la pagina Facebook dedicata o ancora meglio la Guida stessa. Si parte da Orbetello, in Toscana, per raggiungere Portonovo nelle Marche, ai piedi del monte Conero. Ovviamente il tragitto è fattibile pure in direzione opposta. Sono 18 tappe a piedi o 9 in bicicletta, su mulattiere, sentieri e stradine, per un totale circa 400 km.

Il Coast to Coast regala una panoramica su alcuni degli scenari più affascinanti e celebri del nostro paese: dall’Italia etrusca, coi borghi del tufo di Sorano, Pitigliano, Sovana e Orvieto, all’attraversata del cuore verde della Penisola – l’Umbria – per poi fare un tuffo nella spiritualità, col tratto da Assisi a Portonovo. Non lontano dal capolinea, infatti, si trova Loreto, in cui sorge la Basilica della Santa Casa di Maria.

Se pertanto avete 3 settimane e la voglia di immergervi anima e corpo nella bellezza che fa bene allo spirito, mettete lo zaino in spalla e incamminatevi lungo un percorso dal nome capace di evocare suggestioni tutte americane. Vi aspettano la Maremma toscana, i monti Sibillini, l’azzurro di due mari e il meglio dell’arte medievale. Oltre, naturalmente, a un silenzio terapeutico.

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