10 luoghi del Modenese che devi assolutamente conoscere

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Dalle montagne più belle e maestose dell’Appennino Tosco-Emiliano fino al cuore della Pianura Padana, la provincia modenese abbraccia una moltitudine di scenari. Nota in tutto il mondo per una miriade di eccellenze, dalla cucina (mi limito a citare Bottura e ho detto tutto), le sue industrie (dalla Ferrari alla Maserati fino alla celebre “Ceramic Valley”), l’architettura romanica (Duomo, campanile e Piazza Grande di Modena sono parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO) e la musica nei suoi più vari aspetti (sono Modenesi tanto il Maestro Luciano Pavarotti quando Vasco Rossi),  la mia terra mi lascia sempre disorientato per la sua bellezza così variegata. Tutti noi Modenesi, con poca fatica, siamo quindi Modena Pride.

Oggi però voglio raccontarvi 10 mete un po’ meno conosciute, sparse sul territorio. L’estate è arrivata: i locali sono tutti aperti, i sentieri in montagna pronti, le tavole delle osterie apparecchiate e le ciclabili sgombre. Fate un salto di qualche giorno e non ve ne pentirete. E se avete dubbi, scrivetemi.

1) Le cascate del Doccione

Cascata del Doccione - Modena
Cascate del Doccione – Modena

Hanno un’altezza di 120 metri, di cui 24 di salto verticale. Ammirarle è un’esperienza unica, sia in estate che in inverno, quando sono ghiacciate e assumono sfumature azzurre. Per raggiungerle dovete salire in auto fino al borgo di Fellicarolo da Fanano e da qui alla località “I Taburri”. Il breve sentiero che porta alle cascate è allestito anche per il transito di portatori di handicap.

2) Le Salse di Nirano

Il paesaggio delle salse – Nirano, Modena

Classico paesaggio lunare che rende felici i fotografi. Le salse sono emissioni di fango freddo insieme a idrocarburi che, risalendo in superficie, formano i classici coni. Quando ero bambino si poteva scorrazzare in mezzo ai vulcanetti, mentre oggi c’è un comodo percorso attrezzato con passerelle in legno (però è meno divertente, ne convengo). Trovate le Salse, parte di una Riserva Naturale, nel comune di Fiorano.

3) Il borgo di Fiumalbo

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Fiumalbo, che significa “fiume bianco”, sorge nell’Alto Appennino modenese, al confine con la Toscana, immerso in uno scenario selvaggio. Considerato uno dei borghi più belli d’Italia, ha un centro storico davvero incantevole. Le natura circostante può essere facilmente esplorata grazie a una rete di sentieri: ce n’è per tutte le gambe.

4) La Rocca di Vignola

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Scrupolosamente restaurato negli ultimi anni, il castello di tutti i Vignolesi è amato come uno di famiglia. Si tratta di una delle Rocche più celebri d’Emilia Romagna, raffigurata quando ero bambino pure su un francobollo (se ben ricordo, da 380 lire). Aperta per le visite tutti i giorni tranne il lunedì, vi incanterà con la vista panoramica che si gode dalle sue torri e con gli affreschi ai piani inferiori. Da non perdere la Cappella, con un ciclo di affreschi tardogotici commissionato da Uguccione Contrari.

5) La Pieve di Trebbio

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La trovate all’interno del Parco dei Sassi di Roccamalatina, in zona collinare. Già solo il panorama, che spazia dalla valle del Panaro fino al monte Cimone, vale il viaggio. Della graziosa chiesetta, dedicata a San Giovanni, si hanno notizie dal 1163, ma è databile al secolo precedente. La troverete aperta per lo più solo la domenica mattina, in occasione della Messa (direi verso le 10). Accanto ci sono un battistero e il piccolo cimitero.

6) I Sassi di Roccamalatina

I sassi, primavera, Studio1. Rocca Malatina, Aprile 2016 Rid
I Sassi di Rocca Malatina – Modena

Cuore dell’omonima Area Protetta, sono tre guglie di arenaria, formatesi in tempi antichissimi. Grazie alla loro elevazione sul paesaggio, i Sassi furono usati come elementi di un sistema di fortificazioni attorno alla zona della Pieve di Trebbio (vedi sopra). Intorno agli spettacolari picchi rocciosi nidifica anche il falco pellegrino, mentre tutta l’area è disseminata di borghi da visitare (citiamo ad esempio Castellino delle Formiche). Su uno dei sassi è possibile salire con un percorso attrezzato, accessibile più o meno a tutti.

7) Le cascate del Bucamante

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Ci troviamo nel comune di Serramazzoni, in località Granarolo, nel cuore di un bosco fatato. Le cascate sono raggiungibili grazie a due comodi sentieri, denominati Titiro e Odina, per via di una leggenda antica locale. Nelle quattro cascate grandi e nelle cascatelle si possono ammirare anche delle stalattiti, formate dal deposito di sali di calcio. Una delle cascate, detta “la Muschiosa”, è stata scoperta solo alcuni anni fa, perché nascosta dietro a un muro di fitta vegetazione.

8) Il borgo antico di Levizzano Rangone

Primavera 2018 - Levizzano - Studio 1 - DSC 7848

Affacciato sulla Pianura Padana, Levizzano Rangone è un gioiellino che chi non è del posto di solito trascura. Ci troviamo a pochi km dal ben più celebre borgo di Castelvetro (“carino da matti”, come dice il cartello all’ingresso della località), all’ombra di un altrettanto pregevole santuario, quello di Puianello. Da qui, se il cielo è limpido, si scorgono all’orizzonte le Prealpi. In zona non trascurate di dare un’occhiata anche all’Oratorio di San Michele. Naturalmente, fatevi un bicchiere di vino, visto che siete nel cuore della terra del Lambrusco.

9) Il Lago Santo

Riflessi, Lago Santo, Appennino Modenese. Maggio 2016

Semplicemente uno dei laghi montani più belli d’Emilia Romagna (d’Italia?). Si trova a quota 1.501 m slm ed è raggiungibile in auto da Pievepelago attraversando la Valle delle Tagliole. Sedendo sulle sue sponde amene, lo sguardo è catturato dalla grandiosa parete orientale del monte Giovo, che precipita nel lago. Da qui si dipartono sentieri per salire appunto sul Giovo, sul monte Rondinaio e al piccolo lago Baccio. Nei rifugi della zona si mangia molto bene.

10) Il borgo antico di Savignano sul Panaro

Savignano sul Panaro Autunno_1

Savignano “alto”, ossia il borgo antico, raggiungibile dalla zona nuova ai piedi del colle, è un altro angolo incantevole; non perdetevolo la sera, quando dalla terrazza panoramica davanti alla chiesa si può ammirare lo scenario illuminato della pianura. Nel mese di settembre si tiene una famosa rievocazione storica – la “Lotta per la spada dei Contrari” – con spettacoli itineranti, giochi medievali e locande nelle quali gustare ottimi piatti.

Testo e foto di Devis Bellucci.

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