Il Parco Naturale del Monte San Bartolo

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Partendo da Trieste e scendendo verso sud, il San Bartolo è il primo monte che si alza sulla riviera adriatica, precedendo il più celebre Monte Conero in provincia di Ancona. I colli del San Bartolo si susseguono da Gabicce Mare fino a Pesaro e regalano scenari inusuali rispetto alle coste piatte e sabbiose, tipiche dell’Emilia Romagna. Tutta l’area, circa 1600 ettari, è tutelata dall’omonimo Parco che venne istituito nel 1994.

Di recente ho avuto modo di esplorare il San Bartolo percorrendo a piedi la splendida strada panoramica (SP44) che l’attraversa, molto amata dai ciclisti. Si tratta di circa 25 km, immersi in un paesaggio naturale che dona una grande pace, tra campi dorati, filari di alberi e siepi, qualche raro casale. Il panorama abbraccia le colline ondulate dell’entroterra romagnolo e marchigiano, col Montefeltro, il castello di Gradara che ti accompagna per un lungo tratto, la rupe di San Leo – lontana nella foschia – e il massiccio del monte Titano, brulicante di abitazioni, che fa parte della Repubblica di San Marino.

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Nel Parco si incontrano alcuni minuscoli borghi, tra cui l’imperdibile Fiorenzuola di Focara, che conserva intatte, nelle sue romantiche piazzette e nei vicoli, la memorie del passato. Anche Dante Alighieri passò di qui e, sulla porta attraverso cui si accede al borgo, una targa reca inciso un verso del Canto XXVIII dell’Inferno: “Poi farà sì ch’al vento di Focara, non farà lor mestier voto né preco”.

Il Castello di Fiorenzuola di Focara, chiamata forse così per la presenza di fuochi di segnalazione per i naviganti o per la presenza di fornaci per la cottura dei laterizi, sorge su uno sperone roccioso a strapiombo nel mare. Da qui è possibile ammirare le falesie che emergono dalle acque basse, nonché la stretta spiaggia di ciottoli e ghiaia, selvaggia e lontana anni luce dai lidi frequentati dal turismo di massa. Un stradina tutta tornanti, percorribile in estate in navetta, conduce alla base della rube, in un silenzio rotto solo dai canti delle cicale. Il mare ha uno straordinario colore verde smeraldo, con sfumature turchesi e opalescenti a ridosso della riva, che contribuiscono a fare del San Bartolo un luogo bello da non credere, a due passi dalle nostre abituali destinazioni.

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Purtroppo, proprio nei dintorni di Focara, un’ampia area del San Bartolo porta i segni del devastante incendio che colpì la zona, nella notte tra il 4 e il 5 agosto del 2017. Tra l’erba, che intanto è ricresciuta, si alzano i tronchi anneriti degli alberi, in un malinconico contrasto. Il primo gesto che possiamo fare per aiutare il Parco a rifiorire è dunque andare a conoscerlo, sicuri di innamorarcene.

Come arrivare

Il Parco è ben segnalato e comodamente raggiungibile da Pesaro e Gabicce, entrambe servite dalla A14 Adriatica. Per esplorarlo seguite la SP44 che appunto va da Gabicce Monte a Pesaro, e non la statale Adriatica, che corre invece esterna al Parco.

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