Benvenuti al Nord (della Francia)

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Qualcuno ricorderà lo spassoso film Giù al Nord, uscito ormai dieci anni fa. La storia racconta di un certo Philippe Abrams, direttore delle poste francesi in una cittadina della Provenza, che viene spedito per punizione nel profondo nord del Paese, in un luogo di nome Bergues. Pare di capire che per un Francese medio, soprattutto uno di quelli che vivono a due passi dal caldo Mediterraneo, finire là sopra sia come essere mandati in esilio sul Mar Caspio ai tempi dell’Impero Romano. Già durante il viaggio, tutti quelli a cui Abrams confida la sua destinazione mostrano visi trasudanti cristiana pietà.

Io ci sono stato in questa sconosciuta Bergues. C’era un bel sole, ma forse perché si parla di agosto. Mi è sembrata graziosa, col suo tratto di mura, un campanile alto un chilometro, tanto verde e i suggestivi resti di un’abbazia, devastata durante la Rivoluzione. Sicuramente un luogo tranquillo in una Regione altrettanto pacifica, che tuttavia mi sento di consigliare a tutti i viaggiatori in cerca di destinazioni poco battute e a caccia di sorprese.

Siamo in quella che si chiama Nord-Pas-de-Calais-Picardie. A sinistra trovate la Normandia, a destra il Belgio. Dovrebbero venire in questa zona, in primis, gli appassionati di storia e turismo “bellico”. Che di solito vanno appunto di fianco, in Normandia, a visitare le spiagge del D-day. In realtà rimangono altrettanti cimeli di guerra lungo i campi di questa Regione, per certi versi ancora più suggestivi perché lasciati al loro destino, lì a sciogliersi senza fretta sotto le intemperie.  Non si contano i vecchi bunker, con le loro interiora metalliche rivolte al cielo. Attorno pascolano tranquille le vacche, su prati color smeraldo dove fioccano i papaveri.

C’è tanto vento, in questa terra che si affaccia sul Regno Unito. Dalla costa pare di sfiorare con un dito la grande isola. Tutti conoscono le bianche scogliere di Dover. In effetti si vedono bene, appena oltre il mare, che scintillano candide. Pochi sanno che le scogliere dal lato francese, qui in Nord-Pas-de-Calais-Picardie, sono praticamente identiche. Stesso colore, stessa altezza vertiginosa. Avvicinandosi al confine con la Normandia, il litorale prende il nome di Costa di Alabastro. Le spiagge sono immense, dorate, con basse maree impressionanti.

Sempre parlando di guerra, questa Regione è nota anche per la città di Dunkerque, teatro dell’Operazione Dynamo, quando tra il 27 maggio e il 4 giugno 1940 vennero evacuate le forze britanniche e francesi, incalzate dai Tedeschi. Il tutto è raccontato nel recente film di Christopher Nolan, che si intitola proprio Dunkerque.

Ciò che più rimane nel cuore, oltre al colore dei prati, al mare e alle scogliere, sono i piccoli cimiteri dove riposano migliaia di soldati deceduti nel primo conflitto mondiale. Non hanno l’aspetto maestoso di quelli in Normandia, ma l’aria raccolta di un camposanto di campagna, senza nessuno. Eppure sono curatissimi, pieni di fiori, con le lapidi color alabastro che riportano i nomi di tanti giovani morti 100 anni fa. Le loro storie si perdono, ormai. Eppure capita, in qualcuno di questi cimiteri, di trovare una piccola edicola all’ingresso, con un raccoglitore pieno di fogli. C’è qualcuno che per ogni militare, dov’è stato possibile, ha messo insieme qualche riga. Com’è morto. Dov’era nato. Se aveva figli. Il nome della moglie. Ogni tanto un dettaglio ancora più personale: una nota del carattere, quel che amava fare, il suo mestiere.

Un po’ per ricordare, a 100 anni dalla fine della guerra, l’entità del sacrificio che è stato chiesto a questi giovani. Sacrificio che non è stato domandato alla nostra generazione. Anche per questo, oltre che per assaporare un po’ di silenziosa bellezza, vi invito a salire su, nel Nord della Francia.

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