La spada nella roccia? È in Toscana, a Chiusdino

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Soltanto un prodigio poté salvar / il regno da guerre e distruzion: / fu una spada nella roccia, che un bel dì / laggiù, comparì. Qualcuno ricorda i versi di questa canzoncina? Sono tratti dal prologo de “La spada nella roccia”, uno dei classici della Disney, che racconta l’ingarbugliato quanto comico percorso seguito da un bambinetto, Semola, per diventare nientemeno che re d’Inghilterra. E che re! Parliamo del mitico Artù, quello della Tavola Rotonda, di Lancillotto e Ginevra. Una storia portata sugli schermi da un altrettanto celebre film, “Il primo cavaliere”, interpretato da Sean Connery e Richard Gere (quello bello, nei panni di Lancillotto). La leggenda è nota a tutti: in un tenebroso medioevo il sovrano di turno è venuto a mancare senza lasciare eredi, ma in cambio è comparsa una spada infilata in una pietra, con allegate le istruzioni. Chiunque estrarrà questa spada da questa roccia e da questo incudine sarà di diritto re d’Inghilterra.

Vorreste cimentarvi nell’impresa, soffiando il posto al futuro re (Carlo)? Impossibile per due motivi: primo, che la spada nella roccia non si trova in Inghilterra bensì – rullo di tamburi – in Italia; secondo, perché è protetta da una teca proprio per evitare – è capitato – che qualcuno privo delle dovute virtù cerchi di estrarla, magari forzando fino a romperla.

Per ammirare il misterioso gladio dobbiamo inoltrarci nelle campagne toscane, in uno dei luoghi che ritengo tra i più suggestivi del nostro Paese. Ci troviamo a Chiusdino, a trenta km da Siena, nella Val di Merse, ricca di borghi medievali e antiche pievi circondate dagli ulivi. Qui riposano i ruderi dell’Abbazia di San Galgano, senza più tetto né campanile, regalando uno scenario simile a quelli è possibile incontrare in Irlanda o appunto in Inghilterra. All’interno si cammina su un soffice manto erboso, ammirando i costoloni che salgono direttamente al cielo. Proprio accanto all’abbazia c’è una piccola chiesetta, la Rotonda di Montesiepi, che di suo passerebbe inosservata al cospetto della grandiosa vicina, non fosse per il tesoro che custodisce. La spada nella roccia è qui, al centro della Cappella, venerata come una reliquia. Apparterrebbe a San Galgano, un cavaliere vissuto in Toscana nel XII secolo. Una visione lo condusse a Montesiepi dove si convertì, lasciò le armi e iniziò a vivere come un eremita. Leggenda vuole che, non avendo una croce per pregare, se la fece infilando miracolosamente la propria spada in una pietra, dov’è rimasta fino a oggi.

Non si sa molto di più, né del santo né della spada. Lo stile dell’elsa e dell’impugnatura sono compatibili col periodo storico, mentre alcuni studi recenti, condotti grazie a una sonda, hanno confermato che il manufatto sarebbe realizzato con un metallo medievale. Indagini più approfondite richiederebbero di estrarla a forza dalla roccia, rischiando di romperla. Ci provarono alcuni ragazzi negli anni ’90 e infatti, guarda caso, la spezzarono. Da allora l’arma di San Galgano è protetta da una teca, nella penombra della chiesetta. In attesa di una mano prodigiosa che, se sarà destinata a estrarla, nondimeno saprà attraversare il plexiglass senza romperlo e far suonare l’allarme.

Se volete andarci

L’Abbazia di San Galgano è a una mezz’ora di auto da Siena. Tenete le indicazioni per Chiusdino: i ruderi della chiesa sono ben segnalati. Potendo, andate il Lunedì di Pasqua, quando si svolge la tradizionale Passeggiata a San Galgano, a piedi, partendo da Monticiano

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