La splendida spiaggia della Bassona, in Romagna: selvaggia e nuda come Dio l’ha fatta

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Lo so: la mia Emilia Romagna non ha fama di belle spiagge. Ottima cucina, divertimento, lidi attrezzati per famiglie, bambini, amanti in fuga, coppiette, etc… Ma se vuoi il mare come Dio comanda, con l’acqua limpida, la sabbia dorata, uno sprazzo di silenzio per ascoltare il rumore della risacca, te ne devi andare minimo in Liguria (ma non in agosto) oppure in Toscana (sempre non in agosto). In bassa stagione, invece, la partita va anche peggio, dato che la costa romagnola, ripulita dai suoi orpelli, tolti ombrelloni e tavolini, a tanti ricorda il fascino decaduto di Pripyat, la città fantasma ucraina abbandonata dopo il disastro di Chernobyl.

Per quanto mi riguarda, io adoro la mia riviera proprio solo d’inverno, quando non c’è nessuno. Passeggio accanto al mare tra gente col cane – qualcuno che corre, qualcuno per mano con la tipa – e mi stupisco ogni volta di quanto sia grande, dolente e luminosa la spiaggia che sale da Cattolica fino alle foci del Po. Procedendo verso nord ingrigisce un pochino, l’ammetto, ma si popola anche di gabbiani, che graffiano il cielo con le loro grida e scendono tra noi, incuranti del nostro passaggio, a banchettare tra le alghe. Mi piace camminare schiacciando il riso – così chiamavamo da bambini le minuscole conchiglie che riempiono il bagnasciuga – ripensare alle nostre nonne nei loro rigorosi costumi interi, che hanno portato tutti noi qui, negli anni ’70 e ’80, quando prendere la motonave per andare da Cesenatico a Rimini, al largo e lungo la costa, era già un viaggio di un certo interesse.

Ebbene, a tutti quelli che schifano la malinconica bellezza della riviera romagnola, giudicandola cementificata, sporchiccia e priva d’anima, io dico: Venite alla spiaggia della Bassona. Forse è rimasta come ai tempi di Dante Alighieri. Un po’ lo dobbiamo anche agli amici naturisti che in passato l’hanno frequentata con una certa assiduità, allontanando le fauci dell’edilizia. Chi vorrebbe mai una villetta con vista sui nudi fricchettoni? O un albergo, che poi i bambini si scandalizzano? Grazie anche ai naturisti, oggi la Bassona è un ampio tratto di litorale selvaggio che ci parla – con un po’ di tristezza, questo sì – di com’era la costa 50 o 60 anni fa.

La trovate vicino a Lido di Dante, in frazione Fosso Ghiaia, una trentina di km da Ravenna. Ci si può arrivare, ovviamente, anche da Sud, partendo in questo caso da Lido di Classe. Siamo all’interno della Riserva Naturale della Foce del Bevano. La spiaggia, fortunatamente, non è segnalata e soprattutto la si raggiunge a piedi con una passeggiata lunga lunga sul bagnasciuga, ammirando lo scenario che via via diventa selvaggio. Come si denudasse anche lui, per la gioia dei nostri occhi. A un tratto c’è una rete con un cartello: da lì in poi il contesto è protetto, quindi siete avvisati. Niente servizi, bar e lettini.

La spiaggia è color miele, impreziosita da conchiglie, pietruzze, tronchi dilavati dalla marea, rottami che hanno attraversato l’Adriatico. Storie, insomma, da ascoltare e immaginare. Attorno, un cordone di dune vive, che il vento plasma di anno in anno, e una vasta pineta che profuma l’aria. In primavera la terra si riempie di fiori.

Pensavo proprio quest’estate alla Bassona, visitando le piatte coste del Baltico tra Germania e Danimarca, dove ho incontrato parecchi naturisti con le carni color della sabbia, minuscoli fiori viola e un mare color metallo, in una pace che scalda il cuore. Se è così che va la vita, il nostro frammento di Baltico l’abbiamo in Romagna, noi. Con in più la pineta di Classe, la carezza per gli occhi e lo spirito che regalano i mosaici di Ravenna, il sorriso che sa ancora oggi strappare l’accento strascicato degli amici di qui. E quando vogliamo tornare alla civiltà, un piada calda dal’Ester o dalla Dolores: con cinque Euro la pancia è piena e il palato ringrazia.

©DEVISBELLUCCI: se copiate senza autorizzazione divento molto cattivo.

8 comments

  1. Ho letto e condivido in pieno le tue parole, solo un piccolo grande particolare non è proprio così… Io abitavo nel villaggio dal 1956 fino al 2010 anno Dell arrivo delle ruspe. Quella x 54 anni è stata casa mia. Chi ha salvato la Bassona sono stati i capannisti, i loro genitori e i loro nonni che l hanno scoperta, amata, protetta e tramandata con cura e amore a noi e ai nostri figli. Ora i nostri nipoti non possono e non potranno mai più goderne appieno come ho fatto io e i miei coetanei. Quindi non è stato merito dei nudisti

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  2. Quando le condizioni meteo lo permettono e nel rispetto del prossimo, consiglio di immergersi nud: integralmente nudi,i in mezzo alla natura per ricevere il massimo beneficio.
    Non dobbiamo vergognarci di mostrare il nostro corpo e dobbiamo accettarlo così com’è.
    Se Dio non si è vergognato di crearci nudi, noi non dobbiamo vergognarci di mostrare quello che Dio non si è vergognato di creare altrimenti, sono convinto, noi offendiamo Dio.

    Fidenzio Laghi
    .

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  3. Devis, non ti conoscevo, ma sei un grande. Ho apprezzato moltissimo il pezzo sulla spiaggia di Bassona. Mi appresto a leggere anche quello sul ponte di barche di Gorino….ma mi si è acceso immediatamente il ricordo di tanti anni in cui assieme ad un gruppo di amici medollesi si partiva tra fine Marzo o primi di Aprile, in base al tempo atmosferico, per andare a fare il giro del Delta del Po. In moto. Lo so andrebbe fatto almeno in bici, ma tant’è! Era l’inizio della nuova stagione motociclistica (il finale rigorosamente a fine Ottobre a Capanna Tassoni a mangiare la prima polenta al calduccio del caminetto acceso). I ponti di barche da passare sono due; poi c’è tutto il giro a costeggiare l’estremo lembo di terra fronte mare. A inizio primavera , tutto deserto, al massimo incontri qualche ‘vongaiolo’ lungo la sacca degli Scardovari. La cosa che mi ha sempre impressionato era il colore dell’acqua. Di solito la si ricorda d’estate, di un vago colore verde-marroncino, in verità poco invitante. In primavera sembra di essere ai Caraibi. Beh finisco qui. Complimenti da un modenese, trapiantato a Firenze facciamo per motivi …diciamo affettivi.

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  4. Ho letto con molto interesse il tuo articolo, non sono romagnola ma il mio compagno si, e grazie a lui ho conosciuto la vera Romagna fatta di tradizioni contadine, di concretezza e umanità… Anche io adoro il mare in inverno, le città da visitare senza folla… grazie per aver condiviso questa informazione sulla spiaggia della Bassona, appena possibile ci andrò a fare una passeggiata. Buon proseguimento

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