Buon anno a tutti noi, racchiusi in un minuscolo puntino azzurro

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Conoscete la foto qui sopra? C’è un raggio di luce fioca, evanescente. In questo alone si nota a malapena un puntino. Sono pochi pixel. Ora vi chiedo: che cosa facevate il 14 febbraio 1990? Apro un giornale di allora, La Stampa. Era ancora tutto in bianco e nero. Dice “L’Est si arrende a Kohl – Si accelerano i tempi dell’unificazione tra le Germanie”. Scorrendo le pagine, si parla di DC, coi suoi politici in buona parte scomparsi – ma non tutti, chissà – di Nelson Mandela, di Gorbaciov, di Test sull’AIDS, poi articoli di Borsa come oggi, coi soldi che si accumulano e sfumano via. Era di mercoledì. Alla sera, su Canale 5, dopo “Tra moglie e marito” e Striscia la Notizia (ebbene sì, condotta già da Ezio Greggio) avremmo guardato mia madre Dallas, io di sicuro “I ragazzi della 3C” su Italia 1. Per il resto un gigantesco abominevole caos.

Voi che facevate quel giorno? Tanti erano innamorati. Magari stavano a cena con qualcuno che avrebbero sposato, visto che era San Valentino. Alcuni adolescenti si sarebbero regalati la loro preziosa filosofica paciugata “prima volta”. Io no: avevo 12 anni e ne avrei compiuti 13 in giugno. Solo due anni dopo, al Liceo, avrei conosciuto quella che, passati ulteriori 20 anni, sarebbe finalmente diventata mia moglie. I miei figli non esistevano ancora, ma i miei nonni erano accanto a me e stavano tutti bene. Ci preparavamo ai mondiali, ricordate? Totò Schillaci, Maradona…

I litigi e le avidità sono sempre identiche. Il comunismo è praticamente morto e questo è bene. Il liberismo che affossa il pianeta no, sta in ottima salute, grazie. E questo non è un bene, soprattutto per il pianeta che sta soffocando.

Quale pianeta? Quello della foto (archivio NASA). La nostra Casa Comune, scrive con dolcezza Papa Francesco. Chissà che cosa faceva lui, il 14 febbraio 1990.

In quel puntino pallido e azzurro siamo tutti noi, fotografati in un giorno di fine inverno dalla sonda Voyager 1. Siamo così, visti da 6.000.000.000 di km. La sonda si voltò di spalle e fece altre istantanee nei giorni successivi, ma mi piace pensare che quella tramandata, la foto che appunto riporto, sia proprio il nostro mondo nel giorno degli innamorati. Ci immagino un istante in posa. In silenzio, finalmente. Qualcuno si bacia. Gente che fa l’amore come gli va e tante anime scendono, invisibili, dal cuore di Dio. Brilliamo nella stessa luce. Quel puntino che trema nel buio, in cui sono cristallizzate le esistenze degli uomini e delle donne di allora, è la verità di cui abbiamo bisogno per capirci qualcosa. Galleggiamo nel vuoto, coccolati da un alito di tepore, con la nostra dimora da proteggere. Lì si vede quanto siamo trascurabili per l’universo.

La Terra non fa luce. Nessuno punterebbe il telescopio verso di noi. È per questo che non ci trovano, forse, e non vengono a salvarci. Ma è guardando questo lumicino, che ho stampato e appeso tra le mie cose, che sento sempre un tepore di speranza e malinconia per tutte le nostre vite.

Un abbraccio a tutti voi, buon inizio 2018.

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