Le Salse di Nirano: un frammento di luna nella campagna modenese

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Quando le vidi per la prima volta che avevo otto anni, in gita scolastica, non credevo ai miei occhi. Alle falde delle colline vicino a casa mia, tra roverelle e calanchi spelacchiati, dei vulcani. Proprio loro, accidenti, con tanto di cratere, colate (gelide), tipico profilo conico visto sui libri e nei cartoni animati.

Solo che erano vulcani nani – che fa anche rima – splendidi e bonaccioni, tranne quando raramente s’incavolano. Tre metri al massimo di altezza: come quelli dei Puffi. E ti potevi arrampicare liberamente, fino al bordo delle loro bocche silenziose e vive, infilarci dentro una mano, scorrazzare nel fango.

Fango è la parola giusta, in effetti, per la gioia delle nostre mamme stranite quando rientrammo dall’escursione smaltati da far schifo. Parentesi: smaltati, in modenese, vuol dire coperti di malta. Non c’entra niente con lo smalto sulle piastrelle (tantomeno delle unghie), nonostante il contesto sassolese dei dintorni, col suo tripudio di aziende ceramiche che oggi hanno dato luogo alla Ceramic Valley, o qualcosa di simile. Chiusa la parentesi.

Stiamo parlando della Riserva Naturale delle Salse di Nirano, un curioso scenario di grande interesse geologico, caratterizzato dalla presenza di pseudovulcani da cui risale una miscela di fango argilloso e idrocarburi, che cola sui fianchi dei vulcanetti, in rivoli color cenere. La crescita dei coni è un malinconico equilibrio (scusate l’aggettivo: è Natale e mi sento romantico) tra l’apporto di fango dal sottosuolo e l’azione della pioggia, che li scioglie. Negli ultimi tempi però non piove mai e i vulcani erano piuttosto alti anche la settimana scorsa, nonostante siamo in inverno.

Ed è in questa stagione che io adoro la Riserva. Perché non c’è mai nessuno, la galaverna fa brillare l’erba attorno al fango e, nella pace segnata solo da qualche cinguettio, questo frammento di luna respira di una voce percettibile. È la terra liquefatta che gorgoglia dai crateri. I rami rinsecchiti attorno, le pozze coperte di ghiaccio, l’eco delle poche auto lungo la strada hanno il sapore di un sonno buono e fertile, in un luogo dove non cresce nulla.

Se vuoi andarci anche tu

La riserva si trova nel comune di Fiorano, in provincia di Modena. Apposite indicazioni turistiche segnalano l’area protetta. L’ingresso è gratuito. Info qui.

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