Perché tremori?

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Perché fondamentalmente vengo dalla campagna, amo il silenzio per ascoltare la natura che vive e ho negli occhi l’immagine del nonno, quando metteva il lambrusco nel minestrone e stava tranquillo a due condizioni: 1) che fossa stata fatta la vendemmia, col vino a maturare in cantina e 2) che fosse stata fatta la legna per l’inverno, spaccata e impilata sotto la tettoia, accanto al fienile. Tutto il resto viene dopo e di conseguenza.

Tremori allora quando il mondo diventa surreale: troppo complicato per capirlo, troppo raffazzonato per non riderci sopra, troppo meticcio per non perdersi. Insomma, un’ottava sopra. Qui vi racconterò non solo esperienze, destinazioni o luoghi che, per dirla alla Woody Allen, mi attirano e mi ripugnano allo stesso tempo, e ripugnare non è un giudizio morale, ma un sorridere insieme di noi, delle nostre stranezze ed esagerazioni.

Ci sarà anche spazio per tutto ciò che è STRA, con annesse le indicazioni per andarci, ovviamente. Pertanto:

Non bello: STRAbello, da sembrare falso.
Non lussuoso: STRAlussuoso, da indurre come un senso di imbarazzo.
Non wild: STRAwild, only the brave.
Non romantico: STRAromantico, quasi patetico, in grado di far piagnucolare una mantide religiosa dopo che ha mangiucchiato il proprio amante.

E via dicendo.

Avete mai letto Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace? È lo spassosissimo resoconto di una sua esperienza in crociera. Prima di leggere questo libro, la crociera era l’unico genere di viaggio che non mi interessava. Adesso non vedo l’ora di andarci: sono certo che io, oltre a divertirmi come un pazzo, ricaricarmi di storie da raccontare – anche di natura antropologica – e belle foto, alla fine lo rifarei pure (se qualcuno della Costa Crociere o simili sta leggendo queste righe e ha un buco libero per un viaggio stampa, corra subito alla mia pagina contatti: mi prenoto untuosamente).

Spero dunque, coi miei distinti e spettabili Tremori, di incuriosirvi e spingervi a viaggiare più di quel che non farei col mio Stupore. Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che affascina, strugge, diverte, massaggia, fa venire la pelle d’oca, si trasforma in un barbarico YAWP che risuona sui tetti del mondo.

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